martedì , 12 dicembre 2017
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La stima tra famiglia e scuola

Nelle scuole da qualche anno si registra un aumento delle segnalazioni preoccupate di genitori
per i corsi su affettività, sessualità e temi sensibili simili, a causa di alcune proposte didattiche
che, per il modo con il quale trattano l’argomento, talvolta non convincono le famiglie che
quindi esprimono legittime riserve (come accaduto a esempio per lo spettacolo Fá afafine, o per
il Gioco del rispetto).

L'”alleanza educativa” tra famiglia e scuola, che sono le due fondamentali agenzie per
l’educazione affettiva, sociale e formale, si fonda su fiducia e stima reciproca per giungere a
intenti formativi concordi e percorsi didattici curricolari ed extracurricolari condivisi. Per
ottenere questo risultato sono decisivi la trasparenza, la comunicazione tempestiva dei temi
trattati e il rispetto della libertà di scelta educativa di ogni famiglia. Una disarmonia in questo
equilibrio è fonte di incomprensioni e conflittualità che generano perdita di fiducia che poi
richiede molto tempo per ricostruirsi.

Veniamo da un 2015/16 che ha offerto un quadro di diffidenza tra scuola e
famiglia sulle tematiche affettive, contrassegnato da difficile comunicazione e incomprensione
delle reciproche esigenze verso aspetti di merito e di metodo didattico. La società civile non
desidera che ciò si verifichi ancora, e per questo le famiglie con le loro associazioni di
riferimento e le Istituzioni hanno convenuto che la correttezza, anche formale della relazione tra
scuola e famiglia debba essere sempre improntata alla massima collaborazione e trasparenza.

Al riguardo il Ministero dell’Istruzione ha ribadito che in tutte le scuole deve essere
centrale il criterio della corresponsabilità educativa (Pt. MIUR AOODGSPIT 4321/2015), che si
esprime in questi casi attraverso il “consenso informato” delle attività didattiche (Pt. MIUR
AOODPIT 1972/2015), per lasciar valutare serenamente alle singole famiglie se i corsi sono
conformi al metodo educativo concordato e in caso di dubbi, di chiedere chiarimenti o preferire
attività didattiche alternative. Se talvolta alcune proposte didattiche non ricevono la fiducia dei
genitori, ciò può essere occasione per selezionare le migliori e incentivo per un’offerta didattica
di qualità; perché i figli meritano sempre il meglio per la loro formazione.

In questi mesi le famiglie sono chiamate a conoscere i decreti legislativi approvati dal
governo sulla Legge 107/2015 (buona scuola), si tratta di un’opportunità di partecipazione che
consente ai genitori di “immischiarsi” essere cioè attori attivi nella costruzione di una scuola che
sia davvero buona. Fiducia e stima reciproca tra scuola e famiglia tracciano un percorso
obbligato per consegnare ai ragazzi e ragazze di oggi l’educazione più solida per ben costruire
un futuro che appare carico di sfide e sempre più bisognoso di donne e uomini saggi.

Forum Ass. Familiari dell’Umbria